Perché affidarsi a una Professional Organizer: la mia esperienza con Federica Cannata

Quest’anno, quando si è trattato di fare il punto della situazione e pensare a un buon proposito per il 2022, ho deciso di sceglierne uno solo: l’organizzazione a tutto tondo (qui il post in cui ne parlavo).

Quest’anno il mio obiettivo principale, infatti, è quello di “rallentare”, senza rinunciare a del tempo per me. Per farlo, se non si è dotate di bacchetta magica e si devono conciliare lavoro e famiglia, la chiave è quella di lavorare sulla pianificazione e l’organizzazione. L’imprevisto è sempre dietro l’angolo, ma se si è fatto un buon lavoro di programmazione, allora si è calcolato anche il tempo necessario per rivedere il tutto e far fronte anche a situazioni ed eventi non preventivati.

Sul lavoro sono una persona molto organizzata e riesco a rispettare le varie scadenze, mentre sull’organizzazione degli spazi in casa sono bravissima dal punto di vista teorico, ma pessima sul lato pratico.
Detta in altre parole, sono una persona diversamente ordinata e che fa fatica a buttar via le cose (“perché potrebbe servirmi”). Questo lato della mia personalità, però, mi sta stretto e infatti adoro corsi, libri e articoli sull’argomento decluttering, space clearing, riordino ecc. Così come mi piace vedere tutte quelle belle case ordinate in rete. Però, come decido di provare a far ordine, entro nella stanza in questione (es. lo studio alias camera del casino; o il garage alias seconda stanza del casino) e c’è così tanto da fare che non so da che parte iniziare e mi scoraggio a tal punto da girare sui tacchi e trovare una qualche altra cosa da fare rimandando il riordino a un altro momento più avanti.

Siccome ormai mi conosco, quest’anno, ho chiesto a Babbo Natale di regalarmi due mezze giornate con Federica Cannata, una Professional Organizer che ho conosciuto in rete (non ricordo se via Facebook o via Instagram), che seguo ormai da qualche anno e che ho avuto modo di incontrare di persona, visto che abitiamo abbastanza vicine.

Federica è stata da me per due mezze giornate non appena sono riuscita ad emergere dall’isolamento fiduciario (prima) e dalla quarantena (poi). Ho aspettato un po’ a scrivere questo post, perché volevo vedere se riuscivamo a mantenere l’ordine creato e capire come mi trovavo dopo il suo intervento.

Perché una Professional Organizer?

Per lo stesso motivo per cui mi sono rivolta ad una nutrizionista un paio di anni fa: mi sono accorta che non riuscivo a raggiungere da sola l’obiettivo che mi ero prefissa e dopo anni di tentennamenti, ho deciso di rivolgermi a una professionista.

Sì, perché a “ciacere” siamo tutti bravi, ma nella pratica poi, bisogna anche riuscire a capire quali sono i nostri limiti, accettarli e andare oltre. Comunque, per essere precise, ho deciso di fissare due incontri con lei di persona, perché:

  • averla a casa in carne e ossa, elimina alla radice il problema della procrastinazione, perché una volta che lei arriva, non è che si può richiudere la stanza/cassetto e fare altro;
  • non è affezionata alle cose che ci sono in casa come lo sono io, quindi, anche se non obbliga a buttare nulla, aiuta a prendere una decisione sugli oggetti che “vorremmo buttare/eliminare/regalare, ma non ci fidiamo”;
  • non si scoraggia davanti al mare magnum di roba che una casa può contenere.

Ultimo, ma non ultimo, è una professionista e, in quanto tale, ha metodo. Sì, perché come mi ha fatto notare lei, nella nostra società si dà per scontato cosa sia l’ordine e nessuno lo insegna. Si dice “metti a posto!” o “metti in ordine”, ma cosa vogliano dire nel dettaglio, non viene esplicitato.

Ordinare: Mettere in ordine, collocare un insieme di oggetti, di elementi, ciascuno al posto più conveniente e opportuno

Questa la definizione su Treccani del verbo “ordinare”. Ma qual è il posto più conveniente e opportuno?
Se immagino la stanza di un bambino in disordine, mi immagino giochi, libri ecc. sul pavimento. Se immagino la stessa stanza in ordine, il pavimento è sgombro e ogni oggetto è in un qualche ripiano, cassetto o cesta.
Peccato che questo possa essere davvero ordinato oppure solo un ordine apparente.
Io, per esempio, sono sempre stata abituata a mettere a posto riponendo gli oggetti dove c’era spazio, non nella posizione più conveniente e opportuna. Quindi, se, ad esempio, torno a casa con un nuovo vaso, quando lo metto via, non lo metto insieme agli altri vasi, lo metto nel primo buco libero che abbia le dimensioni giuste.
Risultato? Mi capita spesso di acquistare oggetti che non ricordavo di avere già a casa, perché il tutto è sparpagliato qui e là, dove c’era posto.

Altre motivazioni sul perché affidarsi a una Professional Organizer le trovi in un articolo che avevo scritto tempo fa.

Perché proprio Federica Cannata?

Come ti dicevo, ho avuto modo di seguirla sui social, principalmente su Instagram, dove tra post e challenge ha catturato la mia attenzione, tanto che ho deciso di seguire anche un suo corso online e vedendola all’opera in entrambi i contesti (Instagram e corso), mi è piaciuto il suo modo di fare gentile, ma fermo. La sua sincerità e trasparenza, nonché i suoi consigli pratici e facilmente replicabili: la fuffa non fa per lei.

Sono anche iscritta alla sua newsletter, una delle poche che leggo (e che ti consiglio), perché contiene sempre spunti interessanti sugli argomenti che sono il suo core business con approfondimenti anche verso altri siti e profili.

Poi anche perché l’ho conosciuta di persona e mi è piaciuta fin da subito. La sento in sintonia con me e mi piace il fatto che non impone una sua organizzazione, ma la ritaglia sulla persona che ha davanti, cercando di capirne lo stile di vita, i tempi e le necessità: la chiave vincente per poter portare avanti il tutto anche quando lei è andata via.

  • Primo piano di Federica Cannata con barattoli in vetro della dispensa a vista
  • Un cassetto aperto e le mani di Federica in primo piano che toccano le magliette piegate all'interno

Come è andata

I due incontri sono serviti per riorganizzare lo studio (incontro 1) e cassetti/armadietti della zona giorno (incontro 2).

Federica letteralmente immersa nel riordino dello studio

Il primo passo è stato svuotare tutti i cassetti e gli armadi, sistemando gli oggetti per categorie. In questo modo, in base alla numerosità e allo spazio occupato dalla singola categoria, abbiamo potuto scegliere la collocazione migliore. Parlo al plurale, perché è una cosa che abbiamo fatto insieme. Quindi, non aspettarti che lei venga a mettere a posto, mentre tu stai seduta sul divano, perché non funziona così.

A prima vista potrebbe sembrare che non sia cambiato molto – lei non viene a rivoluzionare casa o a fare un restyling dell’arredo – ma per noi che ci viviamo, la differenza è stata notevole. Tanto che, pur non spostando nulla in termini di mobili, siam riuscite a riempire con il riordino:

  • dello studio
    • 4 borse enormi di carta
    • 2 borse da gettare nel residuo
    • 1 borsone di plastica
  • della zona giorno
    • 2 sacchetti di rifiuti da gettare nell’umido
    • 2 borse da gettare nel residuo
    • 2 borsone di carta
    • 1 sacco di plastica

Tutto quello che è stato buttato ha liberato molto spazio, che ha consentito di riorganizzare il resto in maniera molto più funzionale e coerente. Abbiamo utilizzato contenitori che avevo già e alcuni che aveva portato lei e poi, armata di etichettatrice, ha applicato anche le varie etichette ad hoc su cassetti e contenitori. In questo modo, è chiaro per tutti dove va qualsiasi cosa.

  • L'interno di uno dei cassetti della zona giorno, pieno di confezioni di cibo aperti e non in ordine sparso
  • Interno del cassetto riordinato e con una nuova ricollocazione degli oggetti all'interno
  • Interno di un armadietto con piatti, tortiera e oggetti vari in ordine sparso
  • Interno dell'armadietto riordinato e con una nuova ricollocazione degli oggetti all'interno
  • L'interno di un altro armadietto della zona giorno con borracce, piatti e ciotole varie ammassati uno sull'altro
  • Interno dell'armadietto riordinato e con una nuova ricollocazione degli oggetti all'interno

Ora sono passate già più di 2 settimane e siamo riusciti a mantenere l’ordine creato nei cassetti e negli armadi e il fatto che ogni oggetto abbia un posto dedicato, invoglia a continuare a metterlo lì, anziché dove capita.

La mia esperienza con lei è stata davvero positiva e non posso che consigliarla, specie se, anche tu come me, hai difficoltà a lasciar andare gli oggetti e ti scoraggi davanti alla mole di cose da sistemare.