I 12 volti di una stanza|Faccia n.3

Oggi splende il sole, ma per diversi giorni qui è stato tutto grigio e bianco causa pioggia, neve (sì, ben 30 cm… neanche a Natale quest’anno ce n’era così tanta!) e nuvole. Siccome la voglia di primavera ormai scalpita, cosa c’è di meglio del verde brillante delle piante?! Senza contare che possono purificare le nostre case che, specie se sono in città, sono ben più inquinate di quel che pensiamo.

L’ideale sarebbe di avere una pianta ogni 9 mq, camera da letto compresa, come ha dimostrato uno studio della N.A.S.A negli anni ’80 (per maggiori dettagli sul perché puoi leggere il mio post qui).

Viste le premesse, la faccia numero 3 è in stile Urban Jungle, che non ha nulla a che vedere con il disordine urbano o simili, anzi! L’idea alla base è di arredare con l’aiuto delle piante, specie a foglia larga verde (con o senza fiori) e con materiali naturali. Come colori, di sicuro il ruolo da protagonista va al verde, seguito dal bianco, il corda, il rosa e il blu.
Se si vuol “esagerare” si possono raggruppare tutte le piante, mettendole a terra, su ripiani o appese e creando quella che gli Urban Jungle Blogger chiamano la Plant Gang: il risultato è sicuramente d’effetto!

L’ideale sarebbe avere alle pareti anche una carta da parati con motivi floreali o con foglie e animali. Anche dei quadri o dei poster come quelli nella sezione “fiori e piante” di Desenio.it sono perfetti. Io ho optato per delle foglie di Monstera in acciaio cor-ten.

Le piante usate per questo allestimento sono:

  • Platycerium Alcicorne che in natura vive sui rami delle altre piante, nutrendosi con l’umidità e l’aria circostante. Ha due tipi di foglie differenti, delle foglie marroni e piatte che le servono, appunto, per ancorarsi ai rami degli alberi e delle foglie verdi che ricordano le corna di un alce, da cui prende il nome. I
  • Monstera “Monkey leaf” che ha delle foglie grandi, ma non così grandi come quelle della Monstera Deliciosa, cosa che la rende sicuramente meno “ingombrante”.
  • Peperomia Albovittata che prende il suo nome dal fatto che assomiglia alla pianta del pepe (dal greco “piper”, ossia pepe e “omolos”, ossia simile). Ha delle foglie larghe e carnose ed è piuttosto resistente: io ne ho un’altra da 3 anni ed è in perfetta saluta… che è tutto dire!
  • Senecio Archeri Himalaya ha foglie carnose allungate (lanceolate) di un bel verde chiaro che vanno tutte in direzioni diverse, dandole un aspetto spettinato: la A-DO-RO!
  • Chlorophytum Comosum “Ocean” con lunghe foglie verdi e bianche ai lati. Questa appare nella lista composta dalla N.A.S.A di cui si parlava sopra, perché è risultata in grado di filtrare agenti inquinanti quali la formaldeide, il benzene, l’ossido di carbonio e lo xilene. L’ideale, quindi, sarebbe davvero di averne in casa almeno una.

Credits:

Dormibene: copriletto “Giungle” con stampa ad alta definizione, imbottitura soft-effect con fibra naturale, tessuto in fibra anallergica, disegnato e progettato in Italia (a me piace da matti!); parure di lenzuola bianche in 100% puro cotone prodotto e confezionato in Italia; federe grige UniquementMaison by Gilania.

F5Lab: Platycerium Alcicorne e Monstera “Monkey leaf” conporta vaso in ceramica e legno è di D&M Depot; Peperomia Albovittata, Senecio Archeri Himalaya e Chlorophytum Comosum “Ocean”; foglie in acciaio cor-ten di Vetro&Design tagliate al laser da lastra unica.