L’importanza di coltivare un orto nel 2019

Coltivare un orto personalmente sta diventando una vera e propria moda e chi non possiede un terreno proprio, spesso cerca soluzioni alternative che vanno dalla coltivazione sul balcone al mettersi in lista per un orto messo a disposizione dal Comune. Ora esistono perfino delle serre pensili che si possono ancorare ai palazzi, creando uno spazio verde di 2 mq, facendo preventiva richiesta di autorizzazione all’assemblea condominiale. La start up è di due architetti italiane, Francesca Perricone e Roberta Rotondo, maggiori informazioni qui.

Serre pensili da ancorare ai palazzi
Credits: http://www.green4all.it

Ma si tratta davvero solo di una moda?! Ma certo che no! Avere la possibilità di seminare, annaffiare e far crescere degli ortaggi aiuta la mente e il corpo.
Il perché lo riassume benissimo Martino Ragusa nel suo libro “Orto e mangiato”:

Non sono io che curo l’orto, è l’orto che cura me. Cura il mio fisico, dandomi cose buone da mangiare, e cura la mia mente, rilassandomi, perché quando ci si occupa di una pianta il cervello si svuota di tutto per riempirsi solo di lei. L’orto mi cura e mi coltiva. Mi ha educato all’attesa e alla pazienza, mi ha insegnato che l’alternarsi delle stagioni non è solo smettere di pagare le bollette del riscaldamento e iniziare con quelle del climatizzatore e mi ha fatto conoscere gioie intense e sconosciute

Infatti, le ragioni per cui ognuno di noi dovrebbe cercare di avere un proprio orto sono molteplici:

  1. ci consente di riavvicinarci alla natura e ai suoi ritmi, molto più in linea con quelli del benessere della persona, che non quelli che la vita moderna ci impone;
  2. ci allontana dallo stress della routine, consentendoci di staccare la spina dai problemi che ci affliggono nel quotidiano;
  3. ci rende consapevoli dell’importanza e della soddisfazione che si prova vedendo germogliare e crescere qualche cosa da un semplice seme;
  4. ci dà la possibilità di avere cibo di qualità, saporito, sano e molto più economico di quello del supermercato;
  5. ci permette di coltivare delle specie rare autoctone e non che stanno scomparendo, perché poco redditizie per la coltivazione industriale.
    In proposito, ad esempio, a Trento esiste La Pimpinella un’associazione per le biodiversità agricole trentine che ogni tanto organizza lo scambio di semi antichi, il cui prossimo è previsto per inizio novembre 2019- Se vuoi vedere il lavoro di uno dei Custodi di semi antichi, puoi andare a trovare Lisa all’Azienda Agricola Fiordalisa (sotto 2 sue immagini di semi antichi).
    Nel Bellunese, invece, esiste Coltivare condividendo che oltre a condividere informazioni e conoscenze ha come obiettivo proprio quello di salvare i semi in via di estinzione;
  6. se fatto in gruppo, come orto comunitario, è un aggregatore che crea una coesione sociale in grado di superare differenze culturali, sociali e generazionali, riattivando il senso di “comunità”. Un esempio bellissimo in tal senso, è il “Comun’Orto” del Brione a Rovereto, che oltre a coltivare la terra ha anche un calendario ricco di eventi cui è possibile iscriversi tra cui il “Dopolavoro orticolo – aperitivo condiviso” e il “PerCorso di agroecologia“;
  7. se fatto nelle scuole come “orto didattico” diventa uno strumento prezioso per far capire ai bambini da dove arrivano le verdure che mangiamo, quali sono i principi alla base di una corretta alimentazione e far riscoprire loro l’importanza del tempo e dell’attesa. A proposito di coltivazioni con bambini, ti suggerisco di andare sul sito di Morena, dove troverai un sacco di spunti e informazioni utili!

Che fai ancora davanti al pc?! Corri subito a prendere tutto l’occorrente per piantare almeno una piantina aromatica sul balcone o il davanzale della finestra!