Trentino| Un weekend in Val di Non

Ciao!

Il post di oggi è dedicato alla Val di Non dove siamo stati un fine settimana: una valle tutta da scoprire!

Siccome volevamo partecipare all’inaugurazione della Panchina del Groppello che sarebbe stata di sabato mattina (e non volevamo alzarci presto), abbiam deciso di prendere il camper e salire ancora di venerdì sera e fermarci per la notte nell’area sosta camper di Smarano.
Quest’area di sosta è piccolina, ma carina, con vicino un bar ristorante e un campo da basket che si può usare liberamente, basta avere il pallone. Noi ci siamo fermati proprio solo per la notte, perché poi, una volta finita la colazione, siam partiti alla volta di Romallo per andare all’inaugurazione. Però, se ci si ferma un po’ di più, val la pena fare la Passeggiata della Merlonga che è nel bosco, a due passi dall’area di sosta, alla portata di tutti e con una vista magnifica sui laghi di Coredo e Tavon e un belvedere su San Romedio. Noi abbiamo fatto questa passeggiata l’anno scorso dopo il lockdown.

La Panchina del Groppello, invece, si trova a Romallo nel vigneto di Pietro e Silvia delle Cantina LasteRosse. Questa panchina gigante fa parte dell’iniziativa di Big Bench Community che ha come obiettivo quello di sostenere le eccellenze locali e le realtà artigiane dei comuni dove vengono installate. Quella del Groppello è la n. 132.
Pietro e Silvia sono tra i coraggiosi agricoltori che hanno deciso di ripiantare le vigne di Groppello, un vitigno autoctono, coltivato per secoli e poi soppiantato dalla coltivazione di mele. La panchina gigante consente di immergersi nel vigneto, sedersi e osservare la valle da un punto di vista insolito oltre che tornare un attimo bambini quando ci si sedeva e non si toccava terra con i piedi 🙂

Dopo l’inaugurazione mi ero messa d’accordo con Sara, della Strada della mela e dei sapori, con cui sono in contatto da un po’ e che volevo conoscere di persona, per mangiare un boccone alla Lanterna Magica a Cles, locale di Michele, suo marito. Un pranzo veloce, squisito e con prodotti locali. Se ci vai, ti consiglio di assaggiare una delle deliziose creme di verdura e il “Cia(k)pus” un panino imbottito con speck, formaggio Casolet, senape e capussi. Se ti piace la birra, devi assaggiare una di quelle artigianali di BirraFon, prodotte a Fondo (sempre in Val di Non).

Dopo pranzo avevamo prenotato una visita alla Casa dell’acqua di Fondo, un piccolissimo museo gestito dalla cooperativa Smeraldo, che organizza anche trekking nel canyon.
Siccome siamo arrivati a Fondo un po’ in anticipo, abbiamo approfittato dell’apertura del Mulino Bertagnolli, uno dei 7 mulini che erano attivi sul Rio Sass. Questo mulino macinava frumento, grano saraceno, segale e mais. All’interno si trovano la macina, la molazza per la pilatura dell’orzo, strumenti per la pulitura dei cereali e altri oggetti che ricordano le attività che venivano svolte degli inizi del ‘900.

Dopo la breve visita al mulino, siamo andati alla Casa dell’acqua al piano di sopra. All’ingresso si assiste, grazie a un plastico interattivo, al racconto di come si è formata la Val di Non nel corso delle varie ere geologiche.
Gli ambienti successivi sono tutti dedicati al tema dell’acqua. Molto carina la “casa sostenibile” che si trova circa nel centro e che riproduce una casa vera e propria con una serie di informazioni sull’uso dell’acqua in ambiente domestico.

Insieme a noi, c’erano anche una mamma con figlio e durante la visita ci hanno proposto di andare a vedere l’orologio ad acqua che si trova nella piazza a Fondo. Loro lo avevano già visto, ma il figlio ne era rimasto così affascinato, che avevano contattato l’orologiaio che l’ha ideato per farsi spiegare il funzionamento. Come lasciarsi scappare un’occasione così?!
L’idrocronometro astronomico con suoneria è in funzione dal 2010 e Giuliano Zanoni, l’ideatore, ci ha raccontato che il tutto è nato da un orologio ad acqua di fine ‘800 che aveva visto quando faceva il militare a Roma. In quanto orologiaio, gli era sempre rimasta la voglia di costruirne uno per sé, un sogno nel cassetto da realizzare prima o poi. Finché il caso non ha voluto che incontrasse un maestro artigiano, Alberto Gorla, “un genio nella sua arte” che ha reso possibile la realizzazione di tutti i pezzi e degli ingranaggi necessari alla creazione dell’orologio.
Così, il sogno diventa realtà e entra a far parte di un progetto di riqualificazione della piazza di Fondo, un pezzo unico, in quanto quello è sia il prototipo che il pezzo realizzato. Ogni lato è differente: un quadrante è dedicato alle ore, uno al calendario, uno allo zodiaco e uno alle fasi lunari. Allo scoccare dell’ora, si può ascoltare il cucù e al quarto d’ora una sorta di xilofono fa suonare delle campanelle.
Gli ingranaggi sono tutti a vista, protetti da una teca in vetro, ma la fortuna di avere lì con noi Giuliano Zanoni ci ha consentito di entrare all’interno della teca e vedere l’orologio ancor più da vicino. C’è un pezzo dell’orologio che è stato messo per “bellezza”, ma che non è collegato a nessuno degli ingranaggi che fanno funzionare l’orologio. Se passi da Fondo, prova a scoprire qual è!
(… metto solo una foto degli ingranaggi, perché non ne ho fatte altre, preferendo fare dei video)

Dopo l’orologio siamo tornati in dietro (sempre a piedi) verso il mulino per fare la passeggiata del burrone che porta da Fondo al lago Smeraldo. Una breve passeggiata nel bosco lungo il corso del rio Sass. Si passa davanti a un vecchio mulino abbandonato, fino ad arrivare tra le pareti del canyon. L’ultima parte la si percorre “immersi” nella roccia tra passerelle e scale forate di ferro. Una passeggiata facile, ma suggestiva adatta a tutti, ma non ai passeggini.

Rifatto il percorso a ritroso, siamo tornati al camper e ci siamo spostati all’area di sosta di Castelfondo, immersa completamente nel verde e con una vista fantastica sulla Valle di Non, comprensiva di mucche al pascolo.

La mattina dopo ci aspettava alle 9.30 Denise a Tregiovo per “La mattinata in fattoria“. Ecco, devo dire che da sola vale il giro in Val di Non. Certo dipende dai bambini che uno ha, ma questa esperienza, per me, è imperdibile, perché consente ai bambini di “fare”, non solo di “vedere” e “ascoltare”.
Maso Simoni è un’azienda familiare portata avanti da Francesco e Raffaella insieme a Denise, Moreno e Valentino. All’interno del loro allevamento di bovine da latte hanno realizzato una fattoria didattica che organizza vari eventi, tra cui, appunto, “La mattinata in fattoria” in cui i bambini dovranno:

  • dar da mangiare alle vacche (non “mucche”, come vien loro spiegato all’inizio)
  • mungere
  • dar da bere il latte ai vitellini
  • preparare acqua e cibo per le galline
  • raccogliere le uova
  • pulire un pezzettino del pollaio
  • dar da mangiare e spazzolare cavalli e asino

Insomma, un’esperienza davvero immersiva. Unica accortezza, avere delle scarpe di ricambio o degli stivaletti di gomma in modo da non salire in auto con le stesse scarpe una volta finita la mattinata.

Finita la mattinata in fattoria, dovendo iniziare ad avvicinarci a casa e non potendo non assaggiare il tortel di patate del Bar Pizzeria Ristorante Centrale, ci siam diretti a Flavon. Tutto squisito, unico neo: troppe cose buone sul menù, che non si possono mangiare tutte nello stesso pranzo/cena… toccherà ritornarci!

In Val di Non c’è ancora molto da vedere, infatti, ma intanto hai una base di partenza nel caso volessi farci un giretto pure tu.
Il tempo atmosferico non era stato dei migliori, ma è stato bellissimo lo stesso e tutte le cose viste non ci han fatto sentire la mancanza del sole.

Stavolta ho preferito fare dei video al posto delle foto e poi montarli insieme. Come primo esperimento, devo dire che son soddisfatta e, anche se c’è margine di miglioramento, credo dia un’idea del nostro fantastico fine settimana noneso.